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	<title>Comments on: all&#8217;epoca della guerra infinita</title>
	<link>http://oskar.bitlosophy.org/2005/10/07/allepoca-della-guerra-infinita/</link>
	<description>Paura e delirio ad Ancona: Musica arte politica nella confusa esistenza di un inutile artista di nome Oskar Barrile</description>
	<pubDate>Sat, 06 Sep 2008 00:13:04 +0000</pubDate>
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		<title>By: marg</title>
		<link>http://oskar.bitlosophy.org/2005/10/07/allepoca-della-guerra-infinita/#comment-6</link>
		<dc:creator>marg</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Oct 2005 11:42:18 +0000</pubDate>
		<guid>http://oskar.bitlosophy.org/2005/10/07/allepoca-della-guerra-infinita/#comment-6</guid>
		<description>L insonnia d’estate
Dopo aver battuto le ore come le campane
Alle 9 e un quarto decido di fare basta.
Giornata soffocante oggi.
Cinque piani più in basso mi faccio strada in un atmosfera densa come pomata.
Bella cazzata vestirsi di nero ed immagino di avere le spalle in fiamme
Fra pochi passi sarò con il mio caffè.
Io e il gin di ieri sera decidiamo di farci un giro sapendo già che sarà una pessima idea
E dopo aver discusso a lungo stabiliamo di andare al porto a vedere chi sviene prima.
Bevendo acqua come un cammello, schiumando come un cavallo avanzo su piedi di cemento e gambe di vetroresina gli occhi accecati dal riverbero del sole.
Mi è sempre piaciuto guardare l’attracco delle navi, tutte quelle operazioni coordinate, ripetute macchinalmente, volta dopo volta.
Ed ora c’è un divertimento in più: carabinieri che dentro le loro auto arroventate si squagliano come calippi armati di mitra e questo in nome della nostra sicurezza…wow.
Una delle prime macchine a scendere è un enorme Hummer, la versione civile di quelle in dotazione all’esercito americano, dentro ci sono due tipi, teste rasate e facce da stronzi, del tipo che speri sia ormai un carattere recessivo nell’evoluzione della specie.
Intanto la superfast continua a vomitare il suo contenuto umano e comincio a pensare di dover lasciare gli anfibi lì tutt’uno con il cemento per il caldo che fa.
Lungo il pomeriggio estivo senza niente da fare e con gli amici ancora afflitti dal vizio del lavoro, la canicola sempre più opprimente.
Ma se l’esistenza di questa stagione trova una sua giustificazione non è tanto nel mare o nelle maniche corte ma nell’estasi di una birra ghiacciata alle 5 del pomeriggio, forse l’unica esperienza del divino che l’uomo possa provare nella sua vita.
Decido di lanciarmi nel misticismo.
Vada per il baretto di piazza Cavour, quanto di più balcanico Ancona possa offrire, senza contare che da lì seduta posso anche sfottere il ragazzo delle bancarelle, lui in cambio mi aiuta a fumare le mie sigarette, si preoccupa per la mia salute lui.
Ma ora sono cinti d’assedio, le chiacchiere stanno a zero e non mi rimane che osservare la fauna che popola questa nicchia ecologica.
Oltre alle solite apparizioni fuoriuscite dagli anni 80 oggi c’è una novità: una coppia che crede di essere all’oktoberfest e sta cercando di dare fondo alla riserva di birra del bar.
Disgustata da tanto egoismo li guardo meglio e riconosco nelle loro facce bovine i due tipi dell’Hummer.
Ecco me lo sentivo che erano due stronzi.
Litri di tempo dopo sono sotto casa, la banda si è sciolta per ritrovarsi all’imbrunire di domani per un nuovo presepe vivente alcolico.
Mi fumo un ultima sigaretta pensando che questa sera Melchiorre non si è fatto vedere ed è molto strano che di solito quando stacca dalla bancarella dei libri si trasforma in uno dei più agguerriti beoni della provincia.
Una macchina accosta in fondo alla via e incredibilmente ancora loro…    i bovini dell’oktoberfest.
Li sento urlare, sono italiani, del nord dalla parlata, ma oltre a queste c’è una terza voce, di donna.
Quello dal lato del passeggero scende, va verso il distributore di sigarette e mi rendo conto che non va affatto bene.
Nell’istante prima che la portiera si richiudesse ho sentito la ragazza dire qualcosa come in un singhiozzo, colpi assestati allo sportello.
Cerco di pensare a qualcosa perché qualcosa proprio non va in tutto questo.
Comincio a camminare verso di loro senza avere alcuna idea di cosa sto facendo ma più mi avvicino più i colpi mi sembrano tentativi di uscire dall’auto.
Ora sta sbattendo sul finestrino e il volume delle grida è salito di una tacca.
Guardo in alto sperando che qualcuno senta ed intervenga ma, come ho avuto modo di imparare, sembra che nel mio isolato di notte non ci sentano troppo bene.
Quello fuori dall’auto attraversa la strada e risale, l’altro ingrana e parte al volo.
Sono ancora distante e stanno per passarmi di fianco.
Nei pochi secondi che ci separano mi rendo conto che a meno di farmi investire non posso fare nulla.
Guardo dentro l’auto, li guardo bene in faccia, i due davanti e una forma arrotolata contro lo sportello.

Ecco è finita, sono lì in piedi come un idiota, non ho fatto un cazzo, era evidente che la tipa non voleva rimanere li dentro e poi li ho visti sbarcare oggi e di donne nemmeno l’ombra, erano soli eppure non ho fatto un cazzo.
Farmi arrotare non avrebbe risolto niente e fino all’ultimo non ero sicura di cosa stesse accadendo, non che ora lo sia ma sono sempre più convinta che la tipa stia in una situazione di merda.
Sono lì e non so che fare, inutile.
Il sonno è scomparso con l’auto e mi è montata un angoscia di dio.
Non posso andare a dormire,
ho bisogno di camminare.
Marcio nel silenzio che precede l’alba fra le saracinesche abbassate in testa solo quei colpi e quella voce.
Le gambe mi hanno portato al four roses, entro, prendo una birra, vedo la mia faccia riflessa sullo specchio fra le bottiglie, sembro fuori di testa, un occhio manda affanculo quell’altro.
Non riesco a scrollarmi di dosso quel senso d’impotenza, di pericolo.
Fuori il cielo non sa ancora decidere quale sarà il suo colore stamattina… io voto per il turchese.

Arriva una macchina
Senza alcun dubbio è quella di Melchiorre, ma qualcosa è diverso,
il muso rincagnato,
è alla guida di un pechinese.
Lo guardo scendere e, anche se non lo avrei creduto possibile, la sua faccia è anche più stravolta della mia…</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L insonnia d’estate<br />
Dopo aver battuto le ore come le campane<br />
Alle 9 e un quarto decido di fare basta.<br />
Giornata soffocante oggi.<br />
Cinque piani più in basso mi faccio strada in un atmosfera densa come pomata.<br />
Bella cazzata vestirsi di nero ed immagino di avere le spalle in fiamme<br />
Fra pochi passi sarò con il mio caffè.<br />
Io e il gin di ieri sera decidiamo di farci un giro sapendo già che sarà una pessima idea<br />
E dopo aver discusso a lungo stabiliamo di andare al porto a vedere chi sviene prima.<br />
Bevendo acqua come un cammello, schiumando come un cavallo avanzo su piedi di cemento e gambe di vetroresina gli occhi accecati dal riverbero del sole.<br />
Mi è sempre piaciuto guardare l’attracco delle navi, tutte quelle operazioni coordinate, ripetute macchinalmente, volta dopo volta.<br />
Ed ora c’è un divertimento in più: carabinieri che dentro le loro auto arroventate si squagliano come calippi armati di mitra e questo in nome della nostra sicurezza…wow.<br />
Una delle prime macchine a scendere è un enorme Hummer, la versione civile di quelle in dotazione all’esercito americano, dentro ci sono due tipi, teste rasate e facce da stronzi, del tipo che speri sia ormai un carattere recessivo nell’evoluzione della specie.<br />
Intanto la superfast continua a vomitare il suo contenuto umano e comincio a pensare di dover lasciare gli anfibi lì tutt’uno con il cemento per il caldo che fa.<br />
Lungo il pomeriggio estivo senza niente da fare e con gli amici ancora afflitti dal vizio del lavoro, la canicola sempre più opprimente.<br />
Ma se l’esistenza di questa stagione trova una sua giustificazione non è tanto nel mare o nelle maniche corte ma nell’estasi di una birra ghiacciata alle 5 del pomeriggio, forse l’unica esperienza del divino che l’uomo possa provare nella sua vita.<br />
Decido di lanciarmi nel misticismo.<br />
Vada per il baretto di piazza Cavour, quanto di più balcanico Ancona possa offrire, senza contare che da lì seduta posso anche sfottere il ragazzo delle bancarelle, lui in cambio mi aiuta a fumare le mie sigarette, si preoccupa per la mia salute lui.<br />
Ma ora sono cinti d’assedio, le chiacchiere stanno a zero e non mi rimane che osservare la fauna che popola questa nicchia ecologica.<br />
Oltre alle solite apparizioni fuoriuscite dagli anni 80 oggi c’è una novità: una coppia che crede di essere all’oktoberfest e sta cercando di dare fondo alla riserva di birra del bar.<br />
Disgustata da tanto egoismo li guardo meglio e riconosco nelle loro facce bovine i due tipi dell’Hummer.<br />
Ecco me lo sentivo che erano due stronzi.<br />
Litri di tempo dopo sono sotto casa, la banda si è sciolta per ritrovarsi all’imbrunire di domani per un nuovo presepe vivente alcolico.<br />
Mi fumo un ultima sigaretta pensando che questa sera Melchiorre non si è fatto vedere ed è molto strano che di solito quando stacca dalla bancarella dei libri si trasforma in uno dei più agguerriti beoni della provincia.<br />
Una macchina accosta in fondo alla via e incredibilmente ancora loro…    i bovini dell’oktoberfest.<br />
Li sento urlare, sono italiani, del nord dalla parlata, ma oltre a queste c’è una terza voce, di donna.<br />
Quello dal lato del passeggero scende, va verso il distributore di sigarette e mi rendo conto che non va affatto bene.<br />
Nell’istante prima che la portiera si richiudesse ho sentito la ragazza dire qualcosa come in un singhiozzo, colpi assestati allo sportello.<br />
Cerco di pensare a qualcosa perché qualcosa proprio non va in tutto questo.<br />
Comincio a camminare verso di loro senza avere alcuna idea di cosa sto facendo ma più mi avvicino più i colpi mi sembrano tentativi di uscire dall’auto.<br />
Ora sta sbattendo sul finestrino e il volume delle grida è salito di una tacca.<br />
Guardo in alto sperando che qualcuno senta ed intervenga ma, come ho avuto modo di imparare, sembra che nel mio isolato di notte non ci sentano troppo bene.<br />
Quello fuori dall’auto attraversa la strada e risale, l’altro ingrana e parte al volo.<br />
Sono ancora distante e stanno per passarmi di fianco.<br />
Nei pochi secondi che ci separano mi rendo conto che a meno di farmi investire non posso fare nulla.<br />
Guardo dentro l’auto, li guardo bene in faccia, i due davanti e una forma arrotolata contro lo sportello.</p>
<p>Ecco è finita, sono lì in piedi come un idiota, non ho fatto un cazzo, era evidente che la tipa non voleva rimanere li dentro e poi li ho visti sbarcare oggi e di donne nemmeno l’ombra, erano soli eppure non ho fatto un cazzo.<br />
Farmi arrotare non avrebbe risolto niente e fino all’ultimo non ero sicura di cosa stesse accadendo, non che ora lo sia ma sono sempre più convinta che la tipa stia in una situazione di merda.<br />
Sono lì e non so che fare, inutile.<br />
Il sonno è scomparso con l’auto e mi è montata un angoscia di dio.<br />
Non posso andare a dormire,<br />
ho bisogno di camminare.<br />
Marcio nel silenzio che precede l’alba fra le saracinesche abbassate in testa solo quei colpi e quella voce.<br />
Le gambe mi hanno portato al four roses, entro, prendo una birra, vedo la mia faccia riflessa sullo specchio fra le bottiglie, sembro fuori di testa, un occhio manda affanculo quell’altro.<br />
Non riesco a scrollarmi di dosso quel senso d’impotenza, di pericolo.<br />
Fuori il cielo non sa ancora decidere quale sarà il suo colore stamattina… io voto per il turchese.</p>
<p>Arriva una macchina<br />
Senza alcun dubbio è quella di Melchiorre, ma qualcosa è diverso,<br />
il muso rincagnato,<br />
è alla guida di un pechinese.<br />
Lo guardo scendere e, anche se non lo avrei creduto possibile, la sua faccia è anche più stravolta della mia…</p>
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		<title>By: Tommytnt</title>
		<link>http://oskar.bitlosophy.org/2005/10/07/allepoca-della-guerra-infinita/#comment-4</link>
		<dc:creator>Tommytnt</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Oct 2005 11:26:01 +0000</pubDate>
		<guid>http://oskar.bitlosophy.org/2005/10/07/allepoca-della-guerra-infinita/#comment-4</guid>
		<description>Proprio un figo sto tipo eh? Una persona proprio da ammirare!
Bah...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Proprio un figo sto tipo eh? Una persona proprio da ammirare!<br />
Bah&#8230;</p>
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