La Grande O

Paura e delirio ad Ancona: Musica arte politica nella confusa esistenza di un inutile artista di nome Oskar Barrile

9 October 2005

Apparizione del Poeta con l’Artista

Filed under: paura e delirio, poeta — oskar @ 16:10

 

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fase 1

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fase 2

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fase yeah 

 

7 October 2005

I me my self

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by willy  

 

 

 

soldatini

Filed under: Uncategorized, guerra — oskar @ 12:25
 
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all’epoca della guerra infinita

Filed under: guerra — oskar @ 12:20

           

 

ALL’EPOCA DELLA GUERRA INFINITA

La bancarella dei libri usati di scuola è in realtà una lunga fila di 18 banchi, dai pesanti coperchi di ferro arrugginito, carichi all’inverosimile di testi scolastici. Prende mezzo lato del marciapiede alberato della piazza centrale della città, ed è famosa in tutta la Regione. Non sto scherzando. Il clima è infernale grazie al capolinea delle corriere che circondano la bancarella. Setra, Bucci, Conerobus, Farabollini, Reni, a parte le gigantesche Atlassib con rimorchio per la Romania, sono tutte vecchie, residuati bellici, e d’estate non sopportano il caldo. Soprattutto l’impianto dei freni fatica ad andare in pressione, così vengono tenute costantemente accese con periodiche sgassate. Le nuvolette nere che si staccano dai tubi di scappamento avvolgono, secondo il modello, le fronde degli alberi o le persone. A volte il rumore è assordante. Da quando c’è l’Euro e la Guerra Infinita gli affari sono aumentati vertiginosamente, i libri di scuola nuovi fiammanti sono ormai evidentemente un lusso. Ci sono dei tavoli di fronte alle bancarelle: da un lato c’è la fila di quelli che portano in deposito i libri da vendere, dall’altro quella di chi acquista. Chi vende i libri deve essere munito di documenti. Lui d’estate lavora in questo posto ormai da molti anni. Fa il bancarellaro stagionale sei giorni su sette per otto ore. Assieme a lui, il titolare ed altri 5 collaboratori. Ci sono sempre stati problemi di fila tra chi vende e chi compra, perché molti non sanno che c’è da fare la fila, oppure sbagliano coda o dimenticano i documenti. In tempi di guerra bisognerebbe sempre girare con i documenti…
"Per lasciare i libri Check-Point a destra!" Quest’anno è tutto più ordinato perché lui ha scoperto questa parola magica da urlare ogni tanto, che hanno imparato persino le nonne che portano i libri: check point. Non è ostile come posto di blocco e ha un che di moderno, televisivo, e poi tutti ormai sanno che a un check point si deve fare la fila e mostrare i documenti Chi ne è sprovvisto si allontana senza fare domande inutili e ritorna con il proprio documento di identificazione…Lui dichiara di aver provato anche con la parola Check-in, ma i risultati sono deludenti…

Come qualsiasi persona normale, non particolarmente ripiegata solamente sulle proprie vicende personali, il nostro bancarellaro non è riuscito ad ignorare i richiami delle manifestazioni pacifiste che si susseguono un po’ dappertutto da quando è cominciata la guerra globale. Anche perché ormai per manifestare non c’è più bisogno di essere uno studente o uno sfigato che ha ricevuto una lettera di licenziamento. Il lavoro precario, come dice lui, allunga la giovinezza, nel senso che ti ritrovi a 30 o 40 anni che vivi alla giornata come un qualsiasi studente di 20 anni, e il tempo per poter andare ad una manifestazione, potenzialmente, ce l’hai sempre…
C’è chi sostiene che le manifestazioni vanno prese con le molle, che sono un modo antiquato di protestare, che bisogna distinguere tra chi manifesta in buona fede e chi è invece violento e altre fesserie di questo tipo; ma a queste osservazioni il nostro uomo sostiene che la guerra porta con sé il senso della precarietà, del provvisorio, della distruzione vissuti come qualcosa di immane rispetto alla fragilità di ognuno. E’ quasi automatico che nel proprio piccolo ciascuno cerchi di arginare tutta questa insicurezza ottimizzando le proprie azioni, preservando la propria unicità. Per lui la parola chiave è ottimizzazione. Come quando si trovava a Ventimiglia: la città era in mano ad una marea di robocop che impedivano ai manifestanti di oltrepassare la frontiera per raggiungere Nizza, dove c’era un vertice degli stati europei sulla guerra e l’unione europea e le frontiere con la Francia erano temporaneamente chiuse fino alla fine del vertice. Non si sa come lui si trovava nella brutta situazione di avere un casco e un pesante scudo di plexiglass, e di essere in fila con altri sfortunati attrezzati allo stesso modo di fronte a un’altra fila speculare, ma di robocop, a 15 metri di distanza, e che puntavano dei fucili con davanti delle specie di salsicciotti piuttosto minacciosi. Provi una sensazione di disagio quando hai un lacrimogeno così vicino puntato in faccia…Quello che ricorda il nostro uomo è lo sparo di uno di quei fucili, esattamente quello di fronte a lui, delle urla, e il corpo di destra a fianco al suo risucchiato all’indietro, all’improvviso. Ottimizzazione delle risorse. Scacciare il panico che è ancella della guerra. Fare di corsa pochi passi. Alzare lo scudo, sfilarlo dal braccio e tenerlo con due mani. Guardare i lati di fronte il punto centrale davanti. Non perdere l’equilibrio. Fermarsi una frazione di secondo davanti il robocob che ora tiene il fucile con due mani per parare il colpo dello scudo che sta per colpirlo. Quello di destra sta tenendo il proprio dalla parte della canna e ti sta puntando.
Ottimizzazione delle risorse. Un attimo. L’anfibio sinistro di lui si scarica con tutta la forza del calcio sulle palle del robocop che cade all’indietro con ancora le mani serrate inutilmente sul fucile. E lo scudo alzato? Ottimizzazione delle risorse. Lo scudo alzato affonda di punta, nello stesso momento, sull’imbottitura del petto di quello di destra che sbilanciato cade rovinosamente addosso a un altro sbirro. Abbandonare lo scudo e guadagnare metri all’indietro senza voltare le spalle. Seguono i tafferugli su tutta la linea…

Tempo fa alcuni miei amici sono stati massacrati di botte di sera in pieno centro. Sono finiti all’ospedale per diversi giorni. Bottigliate in testa senza un motivo apparente. Gli aggressori sono tuttora sconosciuti. A parte questo sembra che nella nostra regione la criminalità sia in netto calo. Le forze dell’ordine dichiarano che è però in aumento esponenziale il senso di insicurezza tra la popolazione. Credo che in tempo di guerra questo sia normale. Se hai il telefonino che ti invia le news del giorno, non puoi non notare che le notizie che ti inviano rivelano una scelta arbitraria su che cosa tenerti informato, o meglio, su come tenerti in apprensione. Quando non ci sono notizie di attentati ecco che ti squilla il messaggino delle news che riporta delle non-notizie tipo: TimSpotNews. Roma: il Ministero degli Interni afferma che in Italia è alto il rischio attentati da parte dei fondamentalisti islamici. Nell’ultimo mese questa news mi è stata recapitata almeno una decina di volte…sempre uguale. Devi abituarti a pensare che prima o poi qualcuno salterà in aria ma la vita continua, la metropolitana è un po’ rischiosa, ma non vorrai solo per questo smettere di andare a lavorare, faresti il gioco dei terroristi, siamo tutti in guerra e alla fine anche tu appartieni a truppe sacrificabili…Interrogato a proposito il nostro bancarellaro non sa che cosa pensare se non che bisogna sabotare questa cappa di guerra che ci sta soffocando. E poi ci sono troppi papa boys in giro dichiara,bisognerebbe disseminare di buddha panciuti gli angoli delle strade, altro che obbligo morale a mantenere i crocifissi nei luoghi pubblici…Bisognerebbe sparare in faccia a tutti i militaristi della terra…A questo proposito il nostro uomo dichiara che la prima volta che ha sparato è stata alla manifestazione di Praga contro la Banca Mondiale e il Fondo Monetario.In quell’occasione il vertice degli affamatori di tutti i poveri della terra venne rinviato. Ventiquattro ore di scontri. Ventiquattro! I delegati vennero messi in salvo con gli elicotteri che atterravano sulla terrazza del grattacielo mentre gli scontri arrivavano fino al terzo piano…Da lontano sembrava un scena infernale, tra Dante e le immagini della fuga degli Americani da Saigon ai tempi del Vietnam. Cannoni ad acqua, carri armati, molotov, esplosioni, intere vetrate infrante, i delegati in panico che scappano per le scale, e inciampano, con il terrore negli occhi, quasi che da sotto, stessero salendo tutti i morti viventi di Romero e affini; e più si alzano e più cadono, troppo eleganti quei vestiti, troppo fighe quelle scarpe, sono fatte per scivolare su e giù negli ascensori, non per scalare venti piani di rampe… e poi gli elicotteri neri, quasi che sul lato nascosto del grattacielo si stesse arrampicando tutta una famiglia di King Kong… una marea di elicotteri neri che volteggiavano intorno e sopra l’Holiday Inn tra uragani di lacrimogeni, lanciati anche da loro. Sembrava notte, fino a che intere formazioni nuvolose di lacrimogeni urticanti entrarono nell’impianto dell’ aria condizionata del palazzo del vertice, e fu l’inizio della vittoria…Comunque, alcune ore prima, il suo gruppo aveva da poco incendiato il secondo McDonald che dava su una bella piazza praghese, che ancora si vedevano le fiamme dell’ altro in fondo al viale. Il fumo dei lacrimogeni al peperoncino formava delle grosse nuvole che avvolgevano gli ultimi piani dei palazzi e si spostavano lente e pesanti. Dall’altro lato della piazza si sentivano gli spari e un gruppo di robocop veramente impressionanti, con tanto di casco integrale e trasmittenti incorporate per comunicare. I caschi avevano delle protezioni di gomma che coprivano il collo fino alle spalle. Sembravano tanti Darth Fener, e il lato oscuro dell’impero dava battaglia a gente venuta lì da tutta Europa… Forse per questo gli inglesi avevano degli striscioni con scritto Obi One Kenobi combatte con noi…. Il nostro bancarellaro dichiara di aver visto delle molotov volare addosso ai darth fener che velocemente si sganciavano e salivano in tutta fretta su dei grossi furgoni dagli sportelli del retro aperti. Uno di questi fece un giro sgommando su tutta la piazza. Durante il trambusto il suo gruppo era arrivato nella piazza. Lui vide un fucile col candelotto abbandonato e senza pensarci troppo provò a centrare il retro del furgone aperto, proprio quando questo stava imboccando a tutta birra l’unica via di accesso non ingombra di barricate ma piena di dimostranti. La fortuna dei principianti a volte fa miracoli…Una manciata di secondi e il furgone fu costretto ad inchiodare perché il fumo dentro impediva comunque di guidare. Ci fu un hurrà da far vibrare tutta la piazza che per un attimo non si sentì nemmeno l’impressionante rumore degli elicotteri neri, poi gli scontri continuarono…

Ormai il mondo è disseminato di pazzi furiosi che si fanno saltare in aria dappertutto, e di imbecilli che salutano come eroi i nostri ragazzi, che poi sarebbero killer professionisti addestrati ad uccidere, di ritorno o in partenza per paesi che stiamo occupando allo scopo di inventare democrazie, mettere le mani su qualche pozzo di petrolio, e far lavorare un po’ di imprese italiane. Le ragazze impazziscono per le divise e le vogliono anche loro; abbiamo di nuovo parate militari e la gente blocca le strade per vedere passare un fantastico sottomarino da guerra che potrà essere visitato al Museo della Scienza di Milano…A riguardo il nostro uomo dichiara di non essere particolarmente turbato da queste considerazioni, in quanto per cambiare lo stato di cose presenti in un dato momento, è sufficiente che una minoranza abbia la determinazione per imporlo, finora è sempre stato così, per cui la partita è ancora aperta…

Neanche un mese fa tornando in città di notte, passando nella zona industriale sud fra capannoni e centri commerciali, per poco non investiva una ragazza semi nuda che scappava verso una macchina ferma poco lontano sull’altro lato dello stradone buio.. Togliti dalle palle coglione! Un tipo grosso di una qualche security paramilitare era sbucato da dove prima era apparsa la ragazza. E ce l’aveva proprio con lui perché aveva inchiodato e adesso era lì fermo, con le luci accese e il motore in moto. Forse stava per estrarre la pistola, ma sarebbe stato comunque minaccioso anche senza. Proprio un tipo losco.Cambiare lo stato delle cose presenti e ottimizzazione delle risorse. Il nostro uomo sostiene di avere ubbidito alla minaccia. Ingranata la marcia è partito a tutto gas. Il paramilitare non ha avuto il tempo di dire niente, forse distratto dalla macchina della tipa, sembra un’ hummer, che sgommava via . L’auto non ha riportato grosse ammaccature…

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